Faville

scritto da GZ
Scritto Ieri • Pubblicato 5 ore fa • Revisionato 3 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di GZ
Autore del testo GZ

Testo: Faville
di GZ

Inizialmente fu come deglutire faville disordinate. Poi sentii una felicità organizzarsi nell’incavo del petto e mi accorsi, già nel sorriso, d’essere stato in un posto in cui tornare.

Era mio fratello.

Dopo averlo salutato me ne andai quasi saltellando. Avrei voluto strappare quella diapositiva al tempo e usarla per sfavillare ogni qualvolta avessi voluto.
Ma già svoltato l'angolo sentivo quanto fossi lontano da dove poco prima eravamo.

La strada sfumava sui bordi mentre capivo quanto quella distanza si fosse riempita di un dolore inestricabile. Lo sento ancora adesso tremolare sul principio delle labbra. 
Quello che mi muore dentro, fuori assomiglia al pianto irregolare degli adulti. E sono sempre io a sottrarre le lacrime alla vergogna, come se piangere fosse qualcosa di immeritevole.
Mi resta soltanto una solitudine asciutta, un pianto già consumato.

Così vivo in debito con un futuro a cui ho chiesto in prestito la speranza, e la spendo tutta convinto che il tempo migliore debba ancora venire.

Eppure, ora, vederti – fratello – è stato come dimenticare tutto.
È stato come essere soltanto qua.

Faville testo di GZ
19

Suggeriti da GZ


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di GZ